Cos’è il Dodgeball

Due squadre. Un campo diviso a metà. Sei palle. L’obiettivo? Colpire gli avversari ed eliminarli — o schivare tutto quello che ti tirano addosso.

Il dodgeball è uno sport di squadra nato nei college americani, diventato negli ultimi vent’anni una disciplina sportiva seria con federazioni, campionati mondiali e migliaia di atleti in tutto il mondo. In Italia è gestito dalla FIGeST, e la competizione è vera: velocità, riflessi, strategia e tanto lavoro di squadra.

Sì, è quello sport che forse hai visto in un film comico degli anni 2000. No, non è solo quello.


Le basi in 30 secondi

Squadre: 6 giocatori per parte in campo, da 6 a 12 in rosa.

Palle: 6 palle in schiuma morbida (poliuretano), 17,8 cm di diametro — leggere e sicure.

Campo: 18 × 9 metri, diviso a metà. Non puoi andare nella metà avversaria.

Scopo: eliminare tutti i giocatori avversari lanciando le palle. Chi resta in campo vince il set.

Come si viene eliminati: una palla ti colpisce e tocca terra. Semplice.

Come si salva un compagno: se prendi al volo una palla avversaria senza farla toccare terra, chi l’ha lanciata è fuori — e un tuo compagno eliminato rientra in campo.

Partita: due tempi da 20 minuti. Ogni set vinto vale un punto. Vince chi ne fa di più.


Un po’ di storia

Il dodgeball moderno nasce negli Stati Uniti tra fine Ottocento e inizio Novecento come gioco universitario. Per decenni rimane confinato alle palestre scolastiche, ma dagli anni 2000 in poi esplode come sport vero: si formano federazioni nazionali, poi la WDBF (World Dodgeball Federation) a livello globale, e oggi si tengono Campionati Europei e Mondiali con squadre da ogni continente.

In Italia lo sport è arrivato più tardi, ma la crescita è stata rapida. Oggi ci sono squadre in quasi tutte le regioni, e la scena competitiva è sorprendentemente seria.

I Ravenna Grizzlies sono nati nel 2024 — ma con quattro atleti già in Nazionale e un titolo di Campioni Europei Misto Foam, ci siamo fatti notare in fretta.


Come funziona davvero

Se vuoi capire un po’ meglio cosa succede in campo, ecco le cose che fanno la differenza.

L’apertura

Ogni set inizia con tutti e sei i giocatori schierati sulla linea di fondo. Le palle sono al centro. Al fischio, si corre a recuperarle — e inizia il caos. Le palle recuperate devono attraversare la linea di attacco (a 3 metri dal centro) prima di poter essere usate per colpire.

Lanciare e schivare

Puoi lanciare in qualsiasi modo — di lato, dall’alto, dal basso. Se la palla ti colpisce su qualsiasi parte del corpo (capelli inclusi) e poi tocca terra, sei fuori.

Bloccare

Puoi usare una palla che tieni in mano per bloccare un lancio avversario. Attenzione però: se durante il blocco perdi la palla e questa tocca terra prima che tu la riprenda, sei eliminato tu.

Prendere al volo

La mossa più spettacolare. Se riesci a prendere al volo una palla avversaria, chi l’ha lanciata è eliminato e un tuo compagno torna in campo. Il rischio è alto, la soddisfazione anche.

Il vantaggio

Se una squadra accumula troppe palle senza lanciare, l’arbitro assegna il vantaggio e scatta un conto alla rovescia di 10 secondi. Scaduto il tempo senza lanci, le palle passano agli avversari. Niente tatticismi infiniti.


Foam o Cloth?

Il dodgeball ufficiale si gioca in due varianti: Foam (palle in schiuma) e Cloth (palle rivestite in tessuto, con regole diverse — zona neutra, attacchi aerei e altro ancora). In Italia e nei campionati che disputiamo noi si gioca principalmente in Foam, ed è di questo che si parla in questa pagina.


Vuoi provare?

Adesso sai abbastanza. Il resto lo impari in palestra — e ci vuole meno di un allenamento per capire perché questo sport crea dipendenza.

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